Fine festival: emozioni a caldo

Quello che è successo nella giornata di sabato è stato più di un semplice concerto, più di una masterclass, più di quanto potessimo aspettarci.
Infondo, è andata così fin dall’inizio di questa prima edizione del festival incó_temporanea.

L’attesa

Quest’ultimo appuntamento del festival è iniziato per noi alcuni giorni prima, tra lo sciopero di Alitalia e il volo di Frederic Rzewski cancellato, la ricerca di un nuovo aereo e la possibilità più che mai realistica di non riuscire ad avere con noi il nostro ospite.
Chi ben comincia è a metà dell’opera, si dice. Ecco, diciamo che per arrivare a metà dell’opera noi di strada dovevamo ancora farne molta.

Il giorno prima

Durante le prove generali di fronte a Rzewski l’agitazione nell’aria si sentiva.
Volevamo però farlo sentire a casa, quindi la mattina del 16 giugno due di noi si sono messi all’opera per preparare un piatto tipico, i tortelli piacentini: la sera ci siamo riuniti in una grande tavolata e ci siamo persi in chiacchiere sulla musica ma non solo. Un bellissimo momento di condivisione che ha messo le basi per l’importante giornata successiva.

Non è mai come ci si aspetta

Da quando abbiamo iniziato a lavorare al festival, immaginavamo questa giornata.
Al di là delle difficoltà organizzative, degli incidenti di percorso, dei cambi di programma che non si possono prevedere, di certo non potevamo aspettarci una giornata così coinvolgente.

Il nuovo auditorium del Conservatorio Nicolini di Piacenza era pieno già pochi minuti prima delle 15 per la masterclass di Rzewski; avevamo previsto una durata di poco più di un’ora, mentre l’incontro è andato ben oltre: il pubblico era coinvolto, ha posto domande di fronte alle quali il compositore non si è tirato indietro. S’è parlato di musica, di tecniche compositive, ma anche di storia e di molto altro; Rzewski è stato competente, appassionato, ironico a tratti molto divertente.

foto: Matteo Zangrandi

Poco prima delle 21 è iniziato il concerto, molto pubblico in sala e tanta emozione.
Rzewski era nascosto tra la gente, ma di certo non si poteva dimenticare che si stava suonando di fronte a chi aveva composto tutti i pezzi in programma.
La concentrazione, l’impegno e l’entusiasmo hanno pagato: il pubblico è stato fin da subito molto coinvolto, fino all’ultimo pezzo in cui tutti hanno iniziato a battere le mani incitati da Giulia, alla direzione dell’ensemble. Un momento molto emozionante che di certe non dimenticheremo: Les moutons de Panurge è stato uno dei primi pezzi che abbiamo suonato in concerto ormai due anni fa.

 

foto: Matteo Zangrandi

 

I festeggiamenti sono stati d’obbligo, nel pub di sempre, però con Rzweski, a ragionare del concerto, a parlare del passato e del futuro, delle sue incredibili esperienze e amicizie e delle nostre idee per il futuro.

foto: Matteo Zangrandi

E ora?

Abbiamo alcuni nuovi progetti in cantiere di cui presto vi parleremo.
Certamente un’esperienza come questa prima edizione di incó_temporanea ci dà l’energia per ragionare su nuove idee, guardando al futuro.

Per ora possiamo solo dirvi grazie per aver partecipato con curiosità ed entusiasmo e per aver fatto vostra la musica che chiamiamo “contemporanea” o “nuova”, ma che in realtà non ha bisogno di categorizzazioni. Grazie, siete stati un pubblico meraviglioso!

 

 

One thought on “Fine festival: emozioni a caldo

  • Grazie a Voi tutti del Collettivo 21 per averci introdotto ad una “nuova” musica facendocela apprezzare e grazie per il talento, l’impegno e l’entusiasmo profusi in questa avventura che ci auguriamo di cuore possa continuare a regalare emozionanti soddisfazioni.

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